Sconfiggere le carenze informando

Chi può donare, cos’è l’aferesi

Per quanto il trend della donazione di sangue, dopo i primi mesi di pandemia, abbia scongiurato il rischio di carenze e abbia dato modo al mondo delle associazioni di tirare un sospiro di sollievo per guardare al futuro con maggiore ottimismo, il periodo estivo resta sempre tra i più critici per quanto riguarda la raccolta di sangue intero e di emocomponenti.

A svolgere un ruolo fondamentale contro l’emergenza sangue, soprattutto in questi mesi caldi, è l’informazione, che dovrebbe arrivare non tanto ai donatori abituali, quanto più a chi potenzialmente donatore potrebbe diventarlo. In tal senso, come ripetiamo spesso, al di là del lavoro associativo che è sempre molto efficace per prevenire le carenze, non guasterebbero campagne ad hoc sui media mainstream.

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L’informazione contro le carenze di sangue

Chi può donare il sangue?

Partiamo dalle basi: chiunque abbia compiuto 18 anni e sia in buona salute, con un peso minimo di 50 kg, può essere un potenziale donatore. Ovviamente l’utilizzo che si fa del sangue e degli emocomponenti (trasfusioni in emergenza, operazioni chirurgiche, creazione di farmaci salvavita) fa sì che lo screening sia ferreo e anche in uno stato di buona salute si può essere esclusi.

Per l’assunzione di un banale farmaco antistaminico o a base di ibuprofene, magari per un temporaneo abbassamento del numero di globuli bianchi dovuto a un’infezione virale in corso della quale non abbiamo ancora percepito i sintomi. Quello che però non cambia mai, è l’intervallo tra una donazione e l’altra, che per quanto riguarda il sangue intero è di tre mesi per gli uomini e di sei per le donne in età fertile.

Quanto dura una donazione di sangue intero?

sangue intero
La durata di una donazione di sangue intero (dal sito Avis)

Si tratta della donazione più breve: anche meno di 10 minuti. Al donatore vengono prelevati fino ad un massimo di 450 ml di sangue, raccolto in sacche successivamente conservate a temperature tra i 2 e i 6 gradi. In sostanza si impiega più tempo a compilare il questionario pre-donazione, ovvero l’approfondita anamnesi necessaria per individuare eventuali incompatibilità (temporanee e non) con la donazione.

Non solo sangue intero: l’aferesi

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Figura 2: La durata dell’aferesi (dal sito Avis)

Ma non è solo il sangue intero che può essere donato. Anche il plasma e le piastrine sono di fondamentale importanza, e la mancata raccolta può comportare carenze di plasmaderivati. È con il plasma, infatti, che vengono prodotti molti farmaci salvavita – e abbiamo visto quanto sia necessario, in tempo di pandemia, quello convalescente di chi ha avuto il Covid-19.

La plasmaferesi può durare fino a 50 minuti circa e si effettua tramite un apposito macchinario che separa il plasma dal resto dei componenti del sangue: questi ultimi vengono reimmessi nell’organismo, mentre il plasma viene raccolto.

La plasmaferesi è particolarmente indicata per le donne. Il motivo? Innanzitutto il ridotto intervallo tra una donazione e l’altra, che è di soli 15 giorni (anche per gli uomini), ma soprattutto perché la plasmaferesi, a differenza della donazione di sangue intero, non incide sul valore del ferro e dell’emoglobina, fattori che vedono più coinvolte le donne degli uomini.

Screening gratuito direttamente a casa

Donare non è solo un gesto di altruismo e non bisogna farlo solo per evitare carenze. Infatti sul sangue che ci viene prelevato vengono effettuate una serie di analisi da parte dell’azienda ospedaliera presso cui ci rechiamo e i risultati vengono spediti a casa nel giro di poche settimane.

Questo significa che un donatore abituale ogni anno riceve da minimo 2 (le donne) a massimo 4 (gli uomini) analisi del sangue gratuite in caso di donazione standard. Un ottimo modo per tenere sotto controllo lo stato di salute e poter eventualmente individuare anomalie anche molto prima che si palesino i sintomi, così da poter agire tempestivamente.

Fonte: https://donatorih24.it/

Adelmo Danieli

Sono l'autore di AVIS Ostiano