Corona virus e donare il sangue

No ai timori infondati, sì ai gesti necessari

AVIS spiega la procedura per donare in sicurezza e rassicura: “Non sono state documentate trasmissioni del Corona Virus mediante la trasfusione 

corona virus
Coronavirus

Con l’arrivo in Italia dei primi due casi accertati di Corona virus, e con i successivi controlli su altri individui a scopo puramente precauzionale, il rischio di una nevrosi collettiva non è poi così peregrina. Già venerdì 31 gennaio erano arrivati segnali poco rassicurati in tal senso, con un cartello con la scritta “Chi arriva dalla Cina non entri” prima esposto e poi subito dopo rimosso in un bar in zona Fontana di Trevi, a Roma, poi per fortuna la notizia di ieri che il virus è stato isolato allo Spallanzani, ha generato fiducia in cure efficaci non così lontane nel tempo.

Che l’allerta debba essere alta per il Corona Virus, è assolutamente scontato, e come abbiamo già segnalato lo scorso 24 gennaio, il Ministero della Salute e il Centro nazionale sangue hanno già diffuso il comunicato con le misure preventive anti epidemia, misure in generale nn troppo diverse da quelle attuate per altre malattie pericolose come West Nile, Chikungunya e Dengue.

Ma se sul piano prettamente medico e sulla prevenzione il comando delle operazioni non può che essere delle istituzioni e dei professionisti (per restare sempre aggiornati è possibile visitare la pagina creata ad hoc dal ministero della salute), resta molto importante in quanto agenti dell’informazione comunicare al pubblico che non bisogna assolutamente farsi prendere dal panico, e magari interrompere attività importantissime come il dono del sangue a causa di credenze erronee.

Molto positiva, in tal senso, l’intervista rilasciata nei giorni scorsi dal presidente di Avis Regionale Lombardia Oscar Bianchi a Io Donna, magazine del Corriere della Sera, uno spazio in cui Bianchi ha spiegato molto bene che il dono è sicuro e che non c’è alcun rischio per i donatori che vorranno offrire il loro contributo

“Nessuna trasmissione del Corona virus è stata documentata mediante la trasfusione di sangue – ha spiegato Bianchi – e non è noto alcun rischio di trasmissione trasfusionale. In linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità abbiamo rafforzato le misure di sorveglianza sulla salute del donatore di sangue. E in più, a tutti coloro che sono tornati dalle aree interessate, viene sospesa la possibilità di donare per 21 giorni dal momento del rientro”. https://www.avisostiano.it/coronavirus/

Così come si può tranquillamente andare a cena dal ristorante cinese, insomma, allo stesso modo si può donare senza alcun timore, e anzi, proprio con l’azione concreta individuale si può dare il buon esempio alle persone vicine e alle nostre cerchie sociali di riferimento.

Nessun pericolo dunque per i donatori che, al massimo, saranno costretti ad un periodo di sospensione dell’attività, come peraltro accade con qualsiasi altra patologia virale. I sintomi più comuni consistono in febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie come in una forma simil influenzale. L’infezione si previene valutando la possibilità di posticipare viaggi a Wuhan non strettamente necessari, vaccinandosi contro l’influenza almeno 2 settimane prima della partenza, evitando il contatto diretto con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, lavandosi spesso le mani, soprattutto dopo il contatto diretto con persone malate, evitando di visitare mercati ittici o di animali vivi, evitando il contatto diretto con animali da allevamento o selvatici vivi o morti.

Infine, i viaggiatori con sintomi di infezione respiratoria acuta dovrebbero rispettare l’igiene respiratoria: evitare contatti ravvicinati, coprire starnuti e colpi di tosse con un fazzoletto, preferibilmente, monouso e lavare le mani. In caso di dubbi si raccomanda di consultare il numero verde 1500 del Ministero della Salute che fornisce gratuitamente ai cittadini informazioni, in italiano, inglese e cinese sul Corona virus. Il numero è attivo 24 ore su 24.

Adelmo Danieli

Sono responsabile infrastruttura di rete Italia ed IT manager, di una multinazionale Tedesca. Come passione ho il Podismo ed il Ciclismo amatoriale di Gran Fondo su strada. Da sempre impegnato nella sezione AVIS Comunale Ostiano nella quale ho cercato di portare tutto al mia competenza al fine implementare le nuove tecnologie al servizio dei donatori di sangue.