Donare sangue nelle emergenze

Dai social rimbalzano gli appelli a donare sangue nelle emergenze. Ma quale è il corretto comportamento a tenere in emergenze come quella che si è verificata oggi? La corsa a donare subito è davvero utile?
Vincenzo Saturni, presidente nazionale di Avis come prima cosa ricorda il recente piano nazionale sangue per le maxi emergenze. «È stato approvato a luglio e prevede che in occasione di grandi emergenze, come quella di queste ore, ci sia un coordinamento che ha al suo vertice il Centro Nazionale Sangue che valuta le necessità trasfusionali e attiva una rete che partendo dal Cns allerta le strutture regionali di coordinamento e di qui le associazioni e i centri trasfusionali che contattano i donatori con chiamate programmate. In questo modo si garantisce l’afflusso di sangue in modo continuativo» spiega Saturni.

donare sangue nelle emergenzeDa non trascurare, inoltre, che il Lazio – la principale regione colpita dal sisma di questa notte -, vive storicamente una problematica sul fronte trasfusionale dovuto al fatto che soprattutto su Roma vi è un grande afflusso di malati provenienti da tutta Italia «ci sono grandi centri ospedalieri d’eccellenza e per questo c’è un grosso fabbisogno». Tuttavia, il presidente di Avis, ricorda che nell’immediato – in occasioni come queste – sono fatte convergere nelle zone colpite le unità di sangue già disponibili nel sistema.

«Quando accadono eventi come queste la spinta emotiva a donare sangue nelle emergenze subito è fortissima, ma non bisogna dimenticare che la necessità di sangue ed emoderivati continua anche nei giorni e nei mesi successivi e che ogni giorno in Italia vengono fatte 8.600 trasfusioni. Per cui l’invito che mi sento di fare – continua Saturni – è innanzitutto di non andare sul luogo a donare, in loco nessuno è in grado di raccogliere sangue, l’unico risultato è quello di intasare le vie di comunicazione». La realtà non è come nei film d’antan, la donazione che per esempio viene fatta oggi non sarà disponibile che tra 24/30 ore.

Per Vincenzo Saturni chi desidera donare sangue è meglio si rivolga «alle sedi Avis e alle altre associazioni che sono vicino a casa». Inoltre, ricorda che «tramite la bacheca virtuale del Centro nazionale sangue viene valutato se ci sono necessità aggiuntive, nell’immediato si mettono a disposizione le unità già disponibili, le scorte dovranno poi essere ricostruite».
Alcune settimane fa, per esempio, dopo la tragedia del deragliamento in Puglia la risposta della popolazione è stata impressionante «C’era la coda per donare, ma a un certo punto si è dovuto dire basta»., spiega il presidente nazionale Avis. «Se io, per esempio, dono oggi, per tre mesi non possono più farlo, per questo è meglio donare in modo programmato in accordo con le associazioni e i centri trasfusionali che conoscono le necessità». Un particolare da non trascurare è che i globuli rossi, per esempio “durano” 42 giorni.

Vincenzo Saturni conclude con una speranza che «la scintilla di solidarietà che si è accesa in molti oggi facendo loro pensare che la possibilità di donare sangue nelle emergenze sia anche per loro resti così che divengano donatori»

AVIS Comunale Ostiano

L'Avis è un'organizzazione non lucrativa di utilità sociale costituita tra coloro che donano volontariamente, gratuitamente, periodicamente e anonimamente il proprio sangue.