Donatori di sangue e vaccino

I donatori di sangue e il vaccino anti Covid-19: sono state necessarie tre lettere di sollecitazione da parte del Civis, ma tutto è bene quel che finisce bene. Il ministero della Salute, con la lettera del dottor Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, è  arrivata finalmente una risposta alle associazioni di donatori sul tema della vaccinazione per chi compie il gesto più bello: viene riconosciuto, in linea di principio, il valore dell’autosufficienza ematica come obiettivo strategico per il paese, e il gesto del dono come assolutamente necessario ai fini del Sistema sanitario nazionale.

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I donatori di sangue, dunque, potranno essere vaccinati nel momento immediatamente successivo a quello della prima fase che riguarda le categorie definite prioritarie: operatori sanitari, personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani, persone di età avanzata e persone con più di una patologia clinica pregressa, immunodeficienze e/o disabilità.

Le tre lettere di Civis

Le precedenti lettere di Civis (Coordinamento Interassociativo Volontari Italiani del Sangue), che abbiamo riportato sia su Donatorih24 che su Buonsangue, sono datate 30 novembre, 22 dicembre e 9 gennaio, vertevano tuttavia anche su altri punti programmatici, che speriamo possano trovare una risposta altrettanto chiara: basti pensare all’idea della necessità, assolutamente condivisa da tutte le associazioni come Fidas, Avis, Fratres e Croce Rossa, di evitare a tutti i costi il rischio di possibili carenze di sangue ed emocomponenti nelle regioni italiane, oltre cha ha sollecitare lo  studio di strategie di contenimento alle possibili carenze nella raccolta di immunoglobuline legate ai problemi derivati dall’epidemia. Le associazioni chiedevano poi la pianificazione di una campagna volta alla promozione del dono del plasma, per accrescere le quote di raccolta sul territorio e avvicinarsi sempre più all’ambizioso quanto decisivo obiettivo dell’autosufficienza nazionale per la produzione di medicinali plasmaderivati.

Le parole del presidente Fidas Giovanni Musso

Insomma, c’è ancora molto lavoro da fare, ma intanto Giovanni Musso, presidente Fidas, ha rilasciato una dichiarazione sulla lettera di guerra sul sito dell’associazione.

Esprimo grande soddisfazione per le risposte ottenute dal Ministero della Salute – ha detto –che fanno seguito alle tre richieste scritte in maniera congiunta dal CIVIS, il Coordinamento Interassociativo Volontari Italiani Sangue. I donatori di sangue compiono un gesto fondamentale per la tutela di tante persone affette da patologie o che subiscono incidenti e traumi, che necessitano di trapianti o anche solo per le conseguenze legate al parto. Il vaccino sarà una doppia tutela, in primis per il donatore, di conseguenza per i sui congiunti, ma anche per assicurare le scorte di sangue necessarie per le terapie trasfusionali che avvengono quotidianamente. La scelta di poter vaccinare i donatori in maniera successiva al personale sanitario e alle persone più deboli è una scelta che dimostra consapevolezza del fondamentale ruolo rivestito dai donatori”.

Adelmo Danieli

Sono l'autore di AVIS Ostiano