Donazione, retribuito anche chi risulta non idoneo

La giornata lavorativa sarà pagata anche a chi non ha i requisiti per il prelievo

prelievo

D’ora in avanti anche chi, volendo donare il proprio sangue (o emocomponenti), risulti non idoneo avrà diritto alla retribuzione che spetta a chi effettivamente effettua il prelievo. Lo stabilisce un decreto interministeriale firmato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, per il quale sono stati stanziati 406mila euro all’anno. Dunque l’aspirante volontario (cui il medico del servizio trasfusionale abbia certificato la non idoneità alla donazione) si vedrà pagata, come gli altri, l’intera giornata lavorativa e i contributi figurativi (ovvero i contributi non versati dal datore di lavoro né dal lavoratore, ma direttamente dall’Inps). Un provvedimento, preso d’intesa con il Ministero dell’Economia, che vuole incentivare la donazione di sangue venendo incontro a quei cittadini che, pur ispirati dal valore della volontarietà e gratuità, vengano riconosciuti inidonei alla donazione (guarda i criteri per la donazione).

Fonte: Corriere della Sera Online del 17/11/2015