Enzimi digestivi: essenziali ma sconosciuti amici dell’organismo

La frase “noi siamo quel che mangiamo”, che spesso si legge o ci si sente dire ormai é diventata un luogo comune dell’importanza dogmatica.

Sentiamo dire molto “mangio poco e ingrasso” oppure “appena tocco un carboidrato lievito”, “assimilo troppo” e altre frasi del genere.

enzimi digestivi
Enzimi digestivi

Al di là di veritieri disturbi metabolico-ormonali, sarebbe bello sapere come, cosa e quanto mangia realmente questa gente, ma a volte i disturbi sono un segnale di allarme per una reale carenza enzimatica.Lo scopo di questi articoli é quello di far chiarezza in un mondo tartassato di informazioni troppe volte confuse e/o inquinate, giusto? Innanzitutto, scongiurato reali situazioni patologiche, ripeto patologiche, alle quali é bene sottoporre a competenti specialisti, la frase “noi siamo quel che mangiamo” é una falsa credenza, spesso a giustificazione di pessime abitudini alimentari.

Per correttezza scientifica però dobbiamo dire che noi siamo “quello che digeriamo”, perché se digeriamo in maniera efficace avremo un corretto assorbimento dei nutrienti.

E qui allora potremmo aprire a vari argomenti, quali intolleranze e disturbi gastrointestinali vari e parlare di malassorbimento, richiamando ad argomenti passati sull’importanza fondamentale del microbiota intestinale per l’intera salute.

Al giorno d’oggi, sono crescenti l’incidenza di disturbi di questo tipo, e spesso viene chiamato in causa la mancanza di enzimi digestivi, il quale ruolo é chiave per una corretta digestione e un efficiente assorbimento.

Cosa sono gli enzimi digestivi?

Il ruolo degli enzimi digestivi é principalmente di agire come catalizzatori di specifiche reazioni fondamentali per l’organismo.

Essenzialmente aiutano a demolire molecole di grandi dimensioni in porzioni di più piccole per essere meglio assorbite e permettere all’organismo di sopravvivere.

Il duodeno (la prima parte e più corta porzione del piccolo intestino), é un’area piuttosto “trafficata” dallo stomaco arrivano gli “estratti ” dai primi processi digestivi e troviamo amminoacidi ricavati dalle proteine, acidi grassi e colesterolo dai grassi e zuccheri semplici dai carboidrati.

Tutti i macronutrienti sono ridotti a molecole più piccole perché possano essere trasportate nel torrente sanguigno e dar fuoco al metabolismo.

E quindi questi enzimi chi sono e cosa fanno? Gli enzimi sono molecole proteiche che operano combinandosi con una sostanza specifica per trasformarla in una sostanza diversa.

Li troviamo in vari distretti dell’apparato gastrointestinale, dalla saliva, allo stomaco, nel pancreas e nell’intestino tenue.

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Il pancreas, luogo di produzione di tanti enzimi digestivi

Ognuno di loro ha un ruolo specifico: c’è chi scinde i grassi, chi é specializzato per scomporre i carboidrati e quello per le proteine. Ciascuno di loro é specifico, e la sua mancanza può creare da “semplici” disturbi (comune intolleranza al lattosio) a vere e proprie patologie (fenilcheturia ad esempio).

  • Aminopeptidasi: degrada i peptidi in amminoacidi;
  • Lattasi: converte il lattosio in glucosio;
  • Colecistochinina: aiuta la digestione di grassi e proteine;
  • Saccarasi: converte il saccarosio in disaccaridi e monosaccaridi;
  • Maltasi: converte maltosio in glucosio;
  • Isomaltasi: converte isomaltosio.

Altri importanti enzimi sono quelli pancreatici, che lavorano in particolare su grassi e amminoacidi:

  • Lipasi: converte trigliceridi in acidi grassi e glicerofosfati;
  • Amilasi: converte carboidrati in zuccheri semplici;
  • Elastasi: degrada l’elastina;
  • Tripsina: converte proteine in amminoacidi;
  • Chimitripsina: converte proteine in amminoacidi;
  • Nucleasi: converte gli acidi nucleici in nucleotidi e nucleosidi;
  • Fosfolilasi: converte fosfolipidi in acidi grassi.

Gli enzimi digestivi non sono semplicemente utili, benefici, sono essenziali!

Essi digeriscono il cibo per ottenere amminoacidi, acidi grassi e colesterolo, zuccheri semplici e acidi nucleici che aiutano nella formazione del DNA.

Il processo digestivo é divisibile in sei fasi, iniziando dalla masticazione diamo poi il via ad una cascata di meccanismi e secrezioni ad effetto domino:

  1. L‘amilasi salivare é il primo enzima che nella bocca assiste la disgregazione del cibo nelle sue molecole componenti;
  2. le cellule parietali dello stomaco rilasceranno acidi, pepsina ed enzimi vari incluso l’amilasi gastrica, per arrivare ad una parziale digestione ottenendo il chimo (la massa semifluida semidigerita);
  3. gli acidi hanno anche effetto di neutralizzare l’amilasi salivare favorendo l’intervento di quella gastrica ;
  4. dopo circa un’ora, il chimo é spinto nel duodeno dove l’acidità acquisita nello stomaco stimola il rilascio dell’ormone secretina;
  5. il pancreas rilascerà ormoni, bicarbonato, la bile e numerosi enzimi pancreatici, tra i quali la lipasi, la tripsina, l’amilasi e la nucleasi.
  6. la nostra cara macchina “perfetta” grazie al bicarbonato cambierà l’acidità del chimo in forma alcalina, permettendo non solo ad un miglior degradamento dei cibi ma pure creando un ambiente ostile per batteri eventualmente sopravvissuti al passaggio dallo stomaco.

Questa sintesi di processo può avvenire in maniera efficace e fluida se il sistema enzimatico é in salute, altrimenti é necessaria la supplentazione.

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Lipasi: enzima pancreatico che converte trigliceridi in acidi grassi e glicerofosfati

Chi dovrebbe assumere enzimi digestivi?

Tutto dipende da come é basata la nostra alimentazione (se non vi fossero condizioni patologiche), ma con quel che troviamo spesso al giorno d’oggi nelle nostre tavole, facilmente, un aiuto “extra” non sarebbe da sconsigliare, ma veniamo più sullo specifico:

Problemi digestivi

In caso di disturbi digestivi come riflusso acido, gas, meteorismo, gonfiori, sindrome del colon irritabile, morbo di Crohn, colite ulcerosa, diverticoli, malassorbimento, diarrea, costipazione, gli enzimi possono essere di aiuto.
Questi alleggeriscono sensibilmente lo stress dello stomaco, pancreas, fegato, cistifellea e intestino tenue nel digerire proteine, amidacei e grassi.

Problemi correlati all’età

Man mano passa il tempo, tra le tante “magagne” che ci arrivano addosso, abbiamo pure che l’ambiente gastrico diventa più alcalino.

Sebbene la parola sia di questi tempi molto “apprezzata”, per quanto riguarda l’attività dello stomaco diventa un limite per la digestione ed in particolare per quella delle proteine, e della successiva fisiologica cascata dei segnali sui meccanismi di rilascio ormonale. Spesso con l’avanzare dell’età i problemi di reflusso acido possono derivare da una bassa acidità dello stomaco o di una crescente insufficienza enzimatica.

Ipocloridria

La condizione di ipocloridria, ovvero la bassa acidità dei succhi gastrici sguarnisce una delle nostre prime linee di difesa, per l’appunto l’alta acidità dello stomaco che in condizioni normali stronca ogni invasione microbica permettendo invece che nello stesso stomaco proliferino microbi patogeni, come il lievito Candida e l’Helicobacter pylori.

Da notare che in uno stomaco col giusto grado di acidità vengono digerite solo le proteine, ma quando l’acidità è insufficiente nello stomaco i carboidrati fermentano, e la conseguente produzione di gas causa a rigurgiti.

Questo problema non compare solo agli anziani, ma anche al paziente più giovane.

In questi casi, spesso la supplementazione si rivela efficace.

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Papaya, fonte di papaina

Disturbi al fegato

Spesso può succedere che chi abbia disturbi epatici possa avere una parallela insufficienza enzimatica. Una condizione tra le più comuni é conosciuta come deficienza di Alfa 1-antitripsina, un disordine genetico che colpisce una persona su mille e cinquecento a livello mondiale.
Troviamo poi altre patologie che apparentemente sembrano non correlate a carenze enzimatiche ma che necessiterebbero di attenzione:

  • morbo di Chron;
  • carenza di ferro o di vitamina B12;
  • carenza di vitamina D;
  • carenza di vitamina A

Poi possiamo comprendere coloro che si trovino in un regime alimentare ipercalorico, dove buona digestione e assorbimento efficiente sono sempre molto impegnati e sollecitati, per cui facilmente disturbati da carenze enzimatiche.

Vedi ad esempio un bodybuilder in fase di costruzione che si trova spessissimo a che fare con gonfiori, fermentazioni fino a indigestione e dissenteria, dati da vari evidenti motivi tipo un eccesso di carboidrati rispetto alla reale capacitá di assorbimento, oppure una pessima digestione delle proteine animali, o una difficoltà eccessiva di processare i grassi.

A questi la supplementazione di enzimi digestivi un po’ prima del pasto (magari tre volte al giorno) migliora nettamente la situazione digestiva e di assorbimento, calando drasticamente l’antipatica sintomatologia.
Ma dopo aver visto che la carenza enzimatica può trovarsi in diverse situazioni e che spesso sono (o sembrano) asintomatiche, ci sono alcuni segnali indicatori di una carenza dovuta a svariati motivi. Vediamo i principali:

  • tipologia di feci: se le feci sono chiare e galleggianti (il grasso galleggia), può essere indicativo che il sistema produttivo di enzimi del pancreas potrebbe essere poco efficiente. (Sebbene questo argomento sia poco “carino”, le feci…..”parlano”).
  • problemi gastrointestinali: un indicatore molto frequente é il gonfiore dello stomaco oppure dopo un po’ di tempo successivamente ad aver mangiato (o bevuto latte ad esempio) capita diarrea. Flatulenza e indigestione sono pure indicativi di una ipotetica deficienza enzimatica (vedi la più comune intolleranza al lattosio o la famigerata al glutine).
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Ananas, fonte di bromelina

Benefici da una assunzione di enzimi digestivi

Quali sono i benefici della presenza di enzimi digestivi? La risposta é semplice no?
Senza di loro, non possiamo digerire il cibo! Con questo ci sono piú motivi del perché la gente dovrebbe tenere in considerazione il dover assumere enzimi digestivi:

  • supporto contro gli stress del sistema gastrointenstinale;
  • supporto nella digestione di macromolecole difficili da smantellare come certe proteine, glutine, caseine e lattosio;
  • aiuto nella sintomatologia del reflusso gastrico e nel colon irritabile;
  • miglioramento del l’assorbimento dei nutrienti;
  • contrasto verso enzimi inibitori o “antinutrienti” naturalmente presente in cibi come arachidi, germe di grano, albumi, noci, semi, legumi e patate.

Quali sono i migliori prodotti e le loro fonti

  • derivati dalla frutta: vedi dall’ananas (bromelina) o papaya (papaina);
  • fonti animali: la pancreatina;
  • derivati dalle piante e dai funghi: tanti probiotici.

di: Gabriele Trapani

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