Intervallo di tempo tra donazioni ? Diminuirlo ?

Uno studio inglese indica pro e contro, ma dal Centro nazionale sangue arriva il “no” per il nostro paese a ridurre l’ intervallo di tempo tra donazioni

L’aumento della raccolta sangue è un obiettivo costante del sistema trasfusionale, specie in ottica di un ricambio generazionale che appare sempre più necessario. Campagne, politiche sul piano nazionale e locale, investimenti nella formazione dei giovani da parte delle realtà associative, puntano proprio a garantire un roseo futuro a medio e a lungo termine ai pazienti che avranno bisogno di sangue, plasma e terapie trasfusionali, attraverso la conferma di quei livelli di autosufficienza che oggi, almeno per il sangue intero, nel nostro paese sono già stati raggiunti.

Nel resto d’Europa e del mondo tuttavia, dove la donazione non sempre può contare su una stratificazione di valori etici che trova le sue fondamenta associative in quasi 100 anni di storia, e su una volontà di perseguire qualità e sicurezza nel servizio ormai da diversi decenni, si pensa a come ovviare alle eventuali carenze. E così dall’Inghilterra, e in particolare dall’università di Cambridge, è arrivato lo studio INTERVAL, condotto per quattro anni da un ‘equipe di studiosi su circa 40 mila donatori poi ridotti a 20 mila nel secondo biennio, allo scopo di indagare la possibilità di ridurre l’ intervallo di tempo tra donazioni per ciascuno donatore; intervallo minimo che, lo ricordiamo, a oggi per legge è di 90 giorni per gli uomini e 180 per le donne.

Il tema non è banale, perché spesso e volentieri sono gli stessi donatori ad avere dubbi su questi margini temporali, visto che si sentono bene e ritengono di poter donare prima dei limiti prestabiliti, proprio come ha spiegato Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, in un intervento breve ma molto preciso sul sito dell’Agenzia giornalistica italiana.

Ma quali sono i risultati di questi studi, che sono stati appena pubblicati sulla rivista di settore Lancet Haematology?

I partecipanti uomini hanno sostenuto donazioni a intervalli di 12, 10 oppure 8 settimane, mentre le donne hanno intensificato le chiamate ogni 16, 12 oppure 10 settimane, e al termine dei 4 anni la raccolta complessiva è cresciuta dell’11% negli uomini e del 6% nelle donne. Tutto positivo quindi? Nient’affatto. La maggior frequenza ha portato anche effetti negativi. “Questi risultati – segnala infatti l’equipe di studio – suggeriscono che i centri di raccolta del sangue possono in sicurezza usare intervalli di donazione più brevi per affrontare carenze, ad esempio in periodi di domanda elevata. Tuttavia, lo studio mostra che l’aumento della frequenza fa sì che ci siano più sospensioni temporanee dei donatori per emoglobina bassa e che si abbassino il tasso di emoglobina e di ferritina medi, oltre a far aumentare il numero di sintomi riconducibili alla donazione soprattutto negli uomini”.

intervallo di tempo tra donazioni

Liumbruno, per l’Italia non vede di buon occhio questa riduzione, e noi siamo con lui. Se le conseguenze negative, accettabili, del restringimento dell’intervallo tra donazioni, possono essere accettate come rischio in luoghi in cui la raccolta sangue è più problematica, in Italia i numeri e le statistiche richiedono altre strategie. E in particolare, come si accennava all’inizio, favorire il ricambio generazionale che è il vero obiettivo principale a medio e lungo termine del sistema sangue, e rafforzare la crescita delle donazioni in plasmaferesi. L’autosufficienza sul piano della raccolta plasma al fine di produrre plasmaderivati e farmaci salvavita, decisivi per le sorti dei pazienti, è infatti ancora lontana, e troppo spesso anche tra i donatori la plasmaferesi è considerata una donazione meno necessaria, oltre che più macchinosa e lunga. Cambiare tale percezione, e far capire l’importanza della raccolta plasma anche a dispetto di una donazione logisticamente più impegnativa, è la vera sfida culturale dei prossimi anni.

Se vuoi informazioni su come diventare donatore visita https://www.avisostiano.it/diventa-donatore-avis/come-donare/

BY: GIANCARLOLIV

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