La chiesa di San Michele Arcangelo

La chiesa dedicata a San Michele Arcangelo è sede della parrochia di Ostiano dal 1478, in precedenza la sede parrocchiale si trovava nella chiesa della Pieve. I lavori per l’edificazione dell’attuale edificio furono avviati nel 1597, ed andava a sostituire una chiesa più antica edificata dai monaci benedettini, che già si trovava nello stesso luogo, ma che era divenuta inadatta ad ospitare la sede parrocchiale sia per le esigue dimensioni, sia per il decoro (come si legge dai precetti di San Carlo Borromeo, dopo la sua visista ad Ostiano nel 1581). Nel 1603 i lavori dovevano essere grossomodo conclusi se si inizia a pensare all’allestimento degli altari laterali.

 

La chiesa di San Michele Arcangelo in una foto d'epoca
La chiesa di San Michele Arcangelo in una foto d’epoca

Nel 1629 l’edificio viene consacrato dal Vescovo di Cattaro, in vece ufficiale del Vescovo di Brescia.

La chiesa è a navata unica, molto alta e spaziosa, sormontata da una volta a botte. La facciata è a capanna, semplice ed austera, essendo l’unico elemento di decoro quello delle finestre serliane inserite sotto il timpano.

L’interno racchiude una serie di tesori unici per una chiesa di un paese di campagna, oltre agli splendidi altari marmorei lavorati ad intarsio (frutto di artigiani bresciani), agli arredi sacri opera di raffinate maestranze, alla collezione di reliquie particolarmente estesa, l’edificio racchiude una quadreria del tutto invidiabile e rilevante dal punto di vista artistico.

Non si può non restare impressionati dal complesso di quadri che coprono senza soluzione di continuità l’intera zona absidale (tra i questi, sul fondo, spicca l’imponente “cacciata degli angeli ribelli” opera del XXVII secolo di Giuseppe Tortelli).

Nella chiesa troviamo ben tre quadri di Andrea Mainardi detto il Chiaveghino, pittore cremonese appartenente alla scuola dei Campi.

La chiesa di San Michele Arcangelo oggi
La chiesa di San Michele Arcangelo oggi

Il primo altare a destra è dedicato a San Gaudenzio, e racchiude, a partire dal 1689, i resti del corpo del Patrono di Ostiano. La pala di questo altare raffigura il Santo in atto di intercedere per Ostiano presso l’Altissimo, il Cristo e la Madonna. Il quadro è interessante perché offre uno scorcio della piazza d’armi come si trovava nel XVIII secolo.