la storia di Ostiano – 2a parte

IL PERIODO ROMANO

La zona di Ostiano è sempre stata di importanza strategica in virtù della possibilità di attraversare il fiume Oglio, importanza che fu colta dai romani che quasi certamente edificarono in località “Torricella” una torre o una costruzione militare a sorveglianza di un guado sul fiume militarmente strategico (pare che il luogo debba il suo nome proprio alla presenza di tale struttura).

E’ utile ricordare che anticamente il fiume Oglio, in questa zona pianeggiante, non si trovava in un alveo ben delimitato come oggi, ma scorreva più liberamente formando in tutta la zona acquitrini e paludi, il fatto che in località “torricella” esso fosse incassato in sponde, con il suo corso ben delimitato, ne rendeva molto più facile l’attraversamento.

Testimonianza della presenza romana ci vengono da scavi eseguiti in zona Romagnani e Brugneti (nei pressi di Torricella) dove sono stati rinvenuti diversi frammenti di vasi e di lavorati di origine romana, oltre alle tracce di fondamenta di una villa rurale.

La matrice del nome del paese è quasi certamente latina, il nome Ostiano deriva molto probabilmente dal romano ostium (sbocco, porto, porta) con allusione alla caratteristica del luogo, vera e propria porta sul fiume Oglio.

IL MEDIOEVO

Le notizie certe del paese in epoca medievale iniziano con la testimonianza della presenza di una pieve cristiana ove nell’830 fu sepolto San Gaudenzio, Vescovo e Martire, patrono di Ostiano che secondo la leggenda venne martirizzato in questa zona.

Non è sbagliato tentare di ricostruire cosa avvenne prima di tale data certa, affermando che Ostiano fu sede di insediamenti Longobardi, calati in Italia a partire dalla seconda metà del secolo VI d.c., a farcelo credere, oltre alla vicinanza con i centri abitati di Leno e Pralboino (ove l’insediamento longobardo ha riscontri precisi), è l’analisi, seppur superficiale, della toponomastica e del dialetto tutt’ora parlato ad Ostiano. In Ostiano troviamo una località denominata “Breda” (la breda era un termine prettamente longobardo che indicava un appezzamento di terreno ricavato tra gli alberi), inoltre la chiesa parrocchiale è dedicata a San Michele Arcangelo, il quale, assieme a San Giorgio, era il santo protettore dei guerrieri longobardi. Nel dialetto ostianese sono vive alcune parole di chiara matrice longobarda tra le quali, amò (ancora) derivante dal longobardo latino auch modus, strac (stanco) derivante da strak, magù (gozzo, anche nel senso di dispiacere) derivante da mago, toch (pezzo) derivante da toh, spacà (rompere) deriva da daspahhan, strachì (formaggio cagliato da mangiarsi dopo pochi giorni) derivante da strak+ittus…

Nel 1014 troviamo la testimonianza della cessione della zona dove si trova attualmente il centro abitato ai benedettini dell’abbazia di Leno, che già possedevano una chiesa in località Torricella. Il fatto che i monaci benedettini entrassero in possesso di terre nella zona, ci fa pensare che probabilmente si iniziò un’opera di bonifica delle paludi e degli acquitrini presenti, è anche probabile che in questo periodo il fulcro del paese inizi in via definitiva a trasferirsi dalla periferica località Torricella alla posizione dove si trova tutt’oggi.

Il 5 gennaio 1354 l’imperatore Carlo IV concede al conte Maffeo Gambara l’investitura feudale di Ostiano, alla famiglia Gambara viene quindi affidata a tutti gli effetti la gestione politica di Ostiano, la concessione imperiale attribuiva infatti a Maffeo Gambara l’autorità di “mistum et merum imperio” ovvero la facoltà di esercitare il potere politico, militare, civile e penale.

Più o meno in questo periodo vene edificata dalla comunità di Ostiano una chiesa dedicata a San Rocco, è probabile che l’edificio religioso venga costruito per ringraziare il Santo francese per aver temuto la peste lontano da Ostiano.

Nel 1385, dai capitoli di sottomissione di Brescia a Gian Galeazzo Visconti, abbiamo notizia della divisione del territorio bresciano in “quadre” ovvero in aree rurali che riunivano tra loro alcuni centri abitati, aree dotate di una relativa autonomia amministrativa, tali quadre erano guidate da un paese facente la funzione di “capo quadra”. Tra le quadre bresciane troviamo la “quadra di Ustiano” che comprendeva Ostiano, capo quadra, Pralboino, Pavone, Gambara e Gottolengo.

IL PERIODO DEI GONZAGA

Dopo essere stato oggetto della contesa tra le varie signorie, nel 1414 Ostiano si da ai Gonzaga di Mantova, tale possesso viene poi confermato dal senato veneto nel 1431 (Venezia stava nel frattempo entrando in possesso di tutti i territori bresciani, e tra essi Ostiano). Dal 1414 le sorti di Ostiano cambiano, trovandosi infatti il paese al confine tra i domini veneziani e viscontei, i Gonzaga provvedono subito a rafforzare il sistema difensivo del borgo, che si cinge di mura e di un fossato. I documenti dell’archivio Gonzaga dimostrano le particolari attenzioni da parte del primo Marchese di Mantova, Gianfrancesco, che invia architetti a consolidare le strutture difensive, anche Ludovico, il secondo Marchese, si preoccupa delle mura di Ostiano, le rafforza erigendo torri di avvistamento e forse costruendo il primo nucleo del castello, nel punto più elevato del paese.

Con la divisione dello stato gonzaghesco tra i vari eredi, Ostiano diventa, dopo vari passaggi, soggetto a Ludovico Gonzaga, principe di Bozzolo, il quale nel 1511 avvia i lavori per l’ampliamento e la fortificazione della rocca, con i torrioni alle estremità, al cui interno viene costruito un palazzo destinato al rappresentante del potere gonzaghesco.

Viene inoltre avviata la costruzione di una cinta di mura che racchiude il nucleo del centro abitato e nella quale trovano collocazione due porte, una rivolta a sud, la porta della valle, che sorgeva appena più a sud dell’attuale Via Manzoni (ancora oggi chiamata nel dialetto locale, viale della “aal”, ovvero della valle) distrutta nel 1848, mentre l’altra porta, rivolta a nord, chiamata porta spinata è ancor’oggi esistente.

All’interno delle mura Ludovico istituisce un mercato da tenersi, per la durata di otto giorni, in occasione della commemorazione di San Gaudenzio, il 24 di ottobre, durante questo mercato veniva concessa l’esenzione del dazio sulle merci (la Fiera di San Gaudenzio dura ancora ai giorni nostri).

Da Ludovico Gonzaga il paese passa a Luigi detto rodomonte e da questi, morto giovane sui campi di battaglia, passa al figlio di pochi mesi, Vespasiano.

Vespasiano Gonzaga, il geniale promotore dell’edificazione di Sabbioneta, si interessa anche del suo feudo Ostianese, a lui si deve probabilmente l’organizzazione urbanistica di Ostiano (la creazione della piazza tra castello, palazzo della guardia e chiesa, la via rettilinea che taglia il centro alla quale si intersecano perpendicolarmente le vie laterali) Vespasiano ordina inoltre la riedificazione della chiesa della Pieve, la quale assume le attuali eleganti forme e dimensioni, sempre Vespasiano soprintende, nel 1582, alla sistemazione delle spoglie di San Gaudenzio in un altare all’interno della chiesa Pieve.

Della folgorante carriera militare di Vespasiano ricordiamo la sua presenza alla corte di Filippo II di Spagna, che gli attribuì il Grandato di Spagna (titolo che consentiva a Vespasiano di stare alla presenza del Re senza levarsi il cappello) ed il titolo di cavaliere dell’ordine del toson d’oro (onorificenza prestigiosissima nell’impero). Dall’imperatore Massimiliano viene dapprima insignito del rango di Marchese di Sabbioneta e quindi, nel 1574 viene investito del titolo di Duca di Sabbioneta, quest’ultimo fatto ci interessa poiché da quel momento Vespasiano si blasona col titolo di Duca di Sabbioneta e Marchese di Ostiano, dal che deduciamo che Ostiano viene elevato alla dignità di Marchesato.

Morto Vespasiano senza eredi maschi Ostiano passa ai Gonzaga di Bozzolo.

Sul finire del 1500, vengono avviati, sotto la direzione del Venerabile Francesco Gonzaga, Vescovo di Mantova, i lavori per la costruzione della nuova chiesa Parrocchiale, da edificarsi sul luogo dove già sorgeva una più antica chiesa, dedicata a San Michele Arcangelo. La sede parrocchiale si è era nel frattempo qui trasferita dalla chiesa della Pieve già a partire dal 1478 e San Carlo Borromeo, nella sua visita pastorale del 1581, aveva giudicato la chiesina di S. Michele piccola ed inadatta alla dignità di parrocchiale. I lavori della nuova chiesa sono pressoché terminati nel 1603.

Nel 1629, in occasione delle lotte per la successione al Ducato di Mantova, Ostiano viene invaso dalle milizie imperiali dirette a Mantova per il saccheggio. In conseguenza di quell’invasione arriverà un’epidemia di peste che devasterà la popolazione (è la stessa epidemia di cui parla Manzoni ne I promessi sposi).

Poco meno di trent’anni dopo, nel 1657, Ostiano viene nuovamente occupato dalle truppe imperiali, in occasione delle lotte per la successione del ducato di Gusatalla.

Inutile dire che l’occupazione di soldataglie era un avvenimento drammatico essendo motivo di saccheggio, di violenze, di vandalismi e soprattutto di diffusione di contagi; il tutto a scapito principalmente dei civili.

La popolazione era infatti obbligata a versare pesanti contributi per il mantenimento dei soldati e dei cavalli ed era soggetta a lavoro coatto. Venivano inoltre requisite tutte le riserve alimentari.

Nel corso della guerra di successione spagnola (1700–1713) Ostiano viene scelto da Eugenio di Savoia come sede di soggiorno per centinaia di prigionieri, catturati durante una battaglia tra francesi e austriaci. Anche le conseguenze di questa occupazione devono essere gravi, se pochi anni dopo la rocca viene dichiarata derupata e le sue mura in rovina.

Nel 1703, essendosi estinta la dinastia del ramo laterale dei Gonzaga di Bozzolo, il feudo ritorna sotto il ramo principale, passando al Duca di Mantova, Ferdinando Carlo, quest’ultimo nel 1707 viene dichiarato dalla dieta di Ratisbona fellone e reo di tradimento per aver ospitato truppe franco spagnole in Mantova proprio mentre l’imperatore era in guerra con Francia e Spagna.

Ricordiamo che i Gonzaga, erano soggetti al vassallaggio verso l’Imperatore, tutti i titoli di cui godevano erano da esso attribuiti e di volta in volta riconfermati loro ad ogni successione.

Ostiano passa quindi sotto i Gonzaga di Guastalla, del cui dominio non troviamo tracce.

Nel 1746 essendo morto il duca Giuseppe Maria senza eredi, Ostiano entra a far parte dell’impero austro ungarico, finisce cosi la dominazione gonzaghesca, durata 332 anni.

I Gonzaga, oltre ad averci lasciato numerosi edifici a testimonianza della loro presenza, hanno inserito nella storia ostianese la presenza degli ebrei. Furono i Gonzaga a favorirne l’insediamento in questo loro feudo periferico. Della presenza della popolazione ebraica, svanita (anche a causa delle purtroppo note ragioni) alle soglie della II^ guerra mondiale, restano l’edificio della sinagoga, allestita nel palazzo gonzaghesco all’interno della rocca, ed il cimitero ubicato in località montagnetta, dietro a quello comunale.

Che gli ebrei si integrarono in Ostiano ce lo suggerisce il fatto che un Frizzi (di una facoltosa famiglia ebraica) fu podestà del paese sul finire del ‘800.

DALL’ AUSTRIA ALL’ ITALIA

Il dominio austriaco, iniziato a partire dal 1746, dura su Ostiano fino al 1859, anno in cui il paese entra a far parte del regno d’Italia. In questo periodo si apre la parentesi della dominazione napoleonica durata dal 1797 al 1815, sotto Napoleone Ostiano fu inserito nel dipartimento del “Mella” prima ed in quello del “Mincio” poi. In quegli anni si assiste all’abbattimento del convento che circondava la chiesa della Pieve (allo scopo di venderne i materiali edili recuperati), la chiesa scampa all’abbattimento grazie al nobile Giovan Battista Piovani il quale proponendo di abbattere in permuta un’altra chiesa in località Redezza, salva lo storico edificio.

Piovani propone inoltre, in osservanza dell’editto di Saint Cloud (che imponeva, per ragioni igieniche, di trasferire i cimiteri fuori dai centri abitati), di ubicare il cimitero comunale in fianco alla Chiesa della Pieve, che in quegli

Stazione tramviaria della linea Cremona-Ostiano

anni si trovava ancora aperta campagna.

Chiusasi la parentesi napoleonica, Ostiano ritorna sotto l’Austria. Del dominio austriaco Ostiano ricorda, al pari degli altri territori lombardi, il primo serio catasto, le prime mappe catastali certe e precise, oltre all’inizio dell’organizzazione del sistema irriguo.

Ponte in ferro realizzato nel 1891

Notizie dei moti per l’indipendenza dell’Italia ci giungono di riflesso dalla corrispondenza intercorsa tra la polizia austriaca ed il Parroco di Ostiano, Giuseppe Datteri, anche se nessun episodio rivoltoso di rilievo rimane documentato. Quello che è certo è che Ostiano ospitò, per curarli, alcuni soldati francesi che combatterono a fianco dei piemontesi a Solferino e San Martino nel 1859. Un ospedale militare improvvisato fu allestito nella chiesa della Trinità, dove i soldati furono curati anche grazie all’opera volontaria della popolazione. I soldati francesi morti furono sepolti ad Ostiano, una lapide nel cimitero comunale (già ubicata nel più antico della Pieve) testimonia tale circostanza. Altro fatto di rilievo è la presenza di un ostianese, Giuseppe Fattori, tra i mille della spedizione siciliana di Garibaldi del 1860 (Garibaldi sarà ad Ostiano in visita al compagno d’armi nel 1862).

Annesso al regno d’Italia dal 1859, (staccandosi definitivamente dalle sorti della provincia di Mantova, che sarà annessa al regno d’Italia nel 1866) Ostiano passò sotto la provincia di Brescia e quindi, nel 1868 definitivamente sotto quella di Cremona. La provincia di Cremona fece costruire il ponte sul fiume Oglio (i lavori terminarono nel 1891) ed una linea tramviaria tra Ostiano e Cremona, rompendo di fatto il muro che da secoli isolava Ostiano dal cremonese.

Da quel momento sino ad oggi Ostiano ha condiviso le vicende storiche italiane.