Plasma iperimmune facciamo chiarezza

Informarsi da fonti attendibili

La cura al Coronavirus basata sul Il plasma iperimmune dei convalescenti va avanti nella sua fase di sperimentazione. Procede senza i riflettori puntati, e un po’ defilata nel generale dibattito sulle modalità terapeutiche, ma i risultati ci sono e hanno nomi e cognomi: quelli delle persone guarite. Che sono sempre di più.

I risultati ufficiali di queste prime settimane di sperimentazione sono in dirittura d’arrivo, e dagli ambienti interessati arriva un certo ottimismo. È di venerdì primo maggio, per esempio, l’intervista del quotidiano La Provincia Pavese a Cesare Perotti, direttore del servizio di Immunoematologia dell’ospedale San Matteo. Perotti ha parlato anche di sicurezza, spiegando che i controlli sono di alto livello perché il sangue va testato, lavorato e trasformato prima di essere utilizzato per i malati Covid-19, eseguendo gli esami aggiuntivi che il Centro nazionale sangue ha predisposto per arrivare a ottenere un plasma di qualità farmaceutica. Perotti ha anche spiegato che finora i donatori convalescenti da cui è stato prelevato il plasma sono stati 125, da cui ottenere 600 ml di plasma ricco di anticorpi neutralizzanti il virus. Da ciascun prelievo si ottengono 2 dosi da 300 ml, che da protocollo vengono poi utilizzate secondo un programma che prevede un massimo di 3 somministrazioni a distanza di 48 ore l’una dall’altra, tutte inframezzate da un fitto monitoraggio clinico, in modo che le somministrazioni successive alla prima avvengano solo in caso di mancata risposta positiva.

plasma iperimmune
Plasma iperimmune

Il Presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, è nuovamente tornato a parlare di plasma iperimmune impiegato nella terapia di alcuni pazienti affetti da Coronavirus.

Anche a seguito di alcuni messaggi comparsi sui social network, ha deciso di ribadire dei concetti chiave già precedentemente esposti in un video, per fare chiarezza sull’impiego del plasma iperimmune per individuare una terapia per i malati di Coronavirus.

Questa la sua lettera aperta:

             «A seguito di messaggi che circolano nelle ultime ore su WhatsApp e Facebook, si vuole precisare e ribadire quanto già evidenziato relativamente alla terapia con plasma iperimmune contro il Covid-19.

Si è dimostrato che in molti casi il plasma è efficace per gli anticorpi presenti nei soggetti guariti, ma con il plasma prelevato si somministrano anche sostanze non necessarie per il trattamento di determinate patologie. Quindi, rappresenta una terapia sperimentale ed emergenziale già nota per altre malattie.

Serve ora capire quali sono gli anticorpi efficaci, isolarli, purificarli e poi somministrare solo quelli in dose controllata e farmacologica. Come avviene per le immunoglobuline antitetaniche, ad esempio.

È comunque importante sottolineare che questo approccio ha dimostrato che il plasma contiene degli elementi che funzionano contro il virus e lo neutralizzano.

AVIS, insieme al mondo scientifico e al Centro Nazionale Sangue, sta seguendo con molta attenzione l’evoluzione e si sta adoperando per studiare queste opportunità. Al momento, però, è importante mantenere la calma e informarsi sempre attraverso fonti attendibili e non creare false aspettative.

Appena conosceremo il test che meglio è in grado di rilevare e dosare questi specifici anticorpi e non appena le aziende di plasmaderivazione saranno in grado di produrre le immunoglobuline specifiche, coinvolgeremo la generosità dei donatori per la plasmaferesi».

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Adelmo Danieli

Sono responsabile infrastruttura di rete Italia ed IT manager, di una multinazionale Tedesca. Come passione ho il Podismo ed il Ciclismo amatoriale di Gran Fondo su strada. Da sempre impegnato nella sezione AVIS Comunale Ostiano nella quale ho cercato di portare tutto al mia competenza al fine implementare le nuove tecnologie al servizio dei donatori di sangue.