Sangue artificiale, ci sono novità

Arrivano dal Giappone i primi risultati della nuova ricerca sul sangue artificiale

Un sangue artificiale che possa essere utilizzato da chiunque ne abbia bisogno. A prescindere dal gruppo di appartenenza. È quanto avrebbero realizzato gli scienziati giapponesi del National Defense Medical College (l’Accademia militare di Saitama di livello universitario), e poi pubblicato sulla rivista Transfusion.

Ne avevamo già parlato in questo articolo, ma ora ci sono grosse novità

Due le principali funzioni del sangue che questo esperimento potrebbe assolvere: trasporto e stoccaggio dell’ossigeno. Ma cerchiamo di capire meglio. Per raggiungere il risultato che, tuttavia, dovrà attendere ancora anni prima di poter essere testato sugli esseri umani, i ricercatori hanno creato nelle sacche di emoglobina che riescono ad attirare le molecole di ossigeno esattamente come fa la proteina normale. Grazie a una soluzione composta da plasma e particelle nanostatiche, è stata ricreata la parte liquida del sangue, in grado di fermare il sanguinamento così come fanno le piastrine.

Il sangue è stato sperimentato su cavie caratterizzate da lesioni del fegato e, per oltre la metà dei test (circa il 60%), il risultato è stato positivo. In base a quanto riportano gli scienziati, si tratterebbe di “un traguardo analogo a quello che si raggiunge con trasfusioni convenzionali”. In più, il sangue creato in laboratorio avrebbe il vantaggio di essere assolutamente universale, cioè compatibile con qualsiasi paziente a prescindere dal gruppo sanguigno di appartenenza. Il tempo di conservazione, a oggi, si aggirerebbe intorno a un anno.

sangue artificiale
Ricercatori giapponesi sul sangue artificiale

L’obiettivo degli scienziati giapponesi, seppur la strada sia ancora lunga, sarebbe quello di “garantire scorte di sangue sufficienti anche nelle regioni più difficili da raggiungere e contribuire così a salvare sempre più vite umane“.

Il sangue artificiale presenta due vantaggio che potrebbero da qui a pochi anni rivoluzionare la medicina d’emergenza. Intanto il fluido risulta essere universale, pertanto, come già detto, tutti possono riceverlo indipendentemente dal gruppo sanguigno di appartenenza. Il secondo aspetto è la sua altissima resistenza: quello biologico può esser conservato soltanto per pochi giorni mentre quello sintetico avrebbe la capacità di resistere, senza subire alterazioni, per circa un anno. “È sempre difficile poter disporre di quantità di sangue sufficienti anche, per esempio, per le trasfusioni nelle regioni più remote – ammette Kinoshita -: con il sangue artificiale potremo salvare vite che altrimenti sarebbero perse”. I ricercatori, nonostante i risultati ottenuti, ritengono saranno necessari ancora degli anni prima che il loro sangue artificiale possa essere utilizzato su scala globale. Per il momento si apprestano a condurre nuovi test sugli animali, ma già a breve potrebbero prendere il via anche una sperimentazione sull’uomo.