Tatuaggi: croce e delizia …

tuatuaggiCome si può leggere nell’elenco dei criteri per l’idoneità alla donazione del sangue, dopo aver fatto un tatuaggio o un piercing (ma anche i più comuni buchi per i semplici orecchini) è necessario aspettare almeno quattro mesi prima di effettuare una donazione.

Molti si domanderanno il motivo di questa cautela, visto che negli ultimi decenni le pratiche del tatuaggio e del bodypiercing sono state regolamentate sempre più a fondo per garantire il rispetto dei criteri igienici e tutelare la salute di chi vi si sottopone. Addirittura, si è diffuso nel tempo il falso mito che vedrebbe i tatuati completamente esclusi dalla donazione del sangue.

Posto che molti dei donatori di sangue attualmente attivi portano con disinvoltura tatuaggi di ogni dimensione, è importante ricordare che in questi casi ci si trova a tutti gli effetti di fronte ad un intervento che, come tutto ciò che modifica o manipola parti del nostro corpo, può sempre avere conseguenze rilevanti sul benessere della persona.

Da un’indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità riguardo al rapporto degli italiani con il mondo dei tatuaggi, emerge infatti che spesso sono gli stessi utenti a trascurare l’attenzione per le condizioni igieniche in cui il tatuaggio viene effettuato. Il 13,4% degli intervistati ammette ad esempio di aver scelto un tatuatore non autorizzato: per essere considerati sicuri, tutti gli esercizi che offrono questo servizio dovrebbero infatti avere ottenuto la certificazione di idoneità sanitaria da parte della ASL locale, in base a precisi requisiti che riguardano soprattutto la separazione del locale utilizzato dall’operazione rispetto agli altri ambienti del laboratorio e la sterilizzazione degli strumenti. Il tatuatore deve essere inoltre abilitato alla professione attraverso un diploma che si consegue frequentando corsi regionali specifici.

Anche la consapevolezza di quali rischi si possono correre (dalle reazioni allergiche alle più comuni infiammazioni) si dimostra piuttosto carente: soltanto poco più della metà di chi richiede un tatuaggio li conosce ed è quindi al corrente delle precauzioni che possono limitarli.

Questo dato si può forse spiegare con il fatto che il 22% di chi sceglie un centro autorizzato afferma di non aver ricevuto il famigerato modulo del “consenso informato”, che consiste in un prospetto in cui il titolare garantisce di essere in regola con le normative di igiene e sicurezza e il cliente conferma di essere stato informato sull’irreversibilità del tatuaggio, sulle possibili complicanze che potrebbero verificarsi, e soprattutto riguardo alle cure necessarie perché la cicatrizzazione vada a buon fine.

Naturalmente, per quanto sia importante che chi riceve il trattamento non lasci nulla al caso, è responsabilità del tatuatore offrire tutte le indicazioni necessarie e avere cura della sicurezza del cliente, perché una bella decorazione possa restare uno svago senza pensieri.

Autore: Avis Milano – Dott.sa Federica Castellani – Servizio Civile

AVIS Comunale Ostiano

L'Avis è un'organizzazione non lucrativa di utilità sociale costituita tra coloro che donano volontariamente, gratuitamente, periodicamente e anonimamente il proprio sangue.