Vaccino ai donatori Avis e familiari conviventi

È stato siglato l’accordo quadro tra Regione Lombardia e Avis Regionale Lombardia per rendere accessibili il vaccino ai donatori e ai familiari conviventi.

In questo percorso si inserisce anche la disponibilità di Avis a impegnarsi per contribuire alla campagna vaccinale massiva mettendo a disposizione strutture e personale.

vaccino ai donatori
vaccino ai donatori

L’accordo prevede la possibilità per le 648 Avis comunali e 12 Avis provinciali, di collaborare alla campagna di vaccinazione massiva tramite le proprie organizzazioni, mettendo a disposizione personale sanitario e amministrativo all’interno dei centri vaccinali massivi, ma potranno anche, laddove ritenessero, attivare linee vaccinali presso le Unità di Raccolta dell’Avis.

«Le donazioni di sangue sono fondamentali per il funzionamento del sistema sanitario regionale. È proprio per questo motivo che l’accordo quadro raggiunto con Regione Lombardia statuisce il vaccino ai donatori e i famigliari conviventi, oltre alla piena disponibilità di Avis a collaborare per garantire la buona riuscita della campagna vaccinale di massa» ha commentato Oscar Bianchi.

L’accordo, sottoscritto da Letizia Moratti, Assessore al Welfare di Regione Lombardia, e da Oscar Bianchi, Presidente di Avis Regionale Lombardia, riconosce l’attività del donatore come indispensabile per il buon funzionamento del sistema sanitario regionale, con particolare riferimento alla donazione di emocomponenti per le attività trasfusionali e chirurgiche. Le unità di sangue e plasma raccolte sono infatti ritenute beni strategici per l’attività del Paese e pertanto risulta necessario mantenere il più possibile estendere il vaccino ai donatori volontari iscritti e i loro rispettivi conviventi, «contatti diretti» che potrebbero essere causa di contagio. Un’azione questa che ha l’obiettivo di mantenere l’autosufficienza del fabbisogno regionale e nazionale di sangue e plasma.

«Ancora una volta – commenta soddisfatta la vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti – il mondo dell’associazionismo, attraverso l’Avis, darà un apporto importante alle Istituzioni. Del resto, la donazione di sangue è un’attività indispensabile per il buon funzionamento del sistema sanitario regionale e dunque è fondamentale preservare il più possibile tutti i donatori volontari. La partecipazione di Avis con il suo straordinario universo di professionisti, donatori e operatori non può che essere un valore aggiunto nella sottoscrizione di questi accordi».

Di primaria importanza il ruolo di Avis Regionale Lombardia nel coprire il maggior numero possibile di donatori: «Avis Regionale Lombardia conta circa 280.000 soci, la cui attività donazionale permette la raccolta di circa 480.000 unità emocomponenti. Per questo motivo, i nostri donatori rappresentano un valore inestimabile per le attività ospedaliere lombarde. – spiega Oscar Bianchi –. Incentivare il vaccino ai donatori e ai loro famigliari conviventi costituisce quindi un giusto riconoscimento alla funzione etica e determinante, svolta attraverso ogni singola donazione».

L’accordo quadro prevede la possibilità per le 648 Avis comunali e 12 Avis provinciali, di collaborare alla campagna di vaccinazione massiva tramite le proprie organizzazioni, mettendo a disposizione personale sanitario e amministrativo all’interno dei centri vaccinali massivi, ma potranno anche, laddove ritenessero, attivare linee vaccinali presso le Unità di Raccolta dell’Avis. Il tutto secondo appositi accordi con le ATS di competenza che definiranno il processo attuativo per lo svolgimento della vaccinazione.

Nel momento di attivazione dell’accordo con le Ats di riferimento, sarà quindi compito di ogni struttura locale comunicare ai propri donatori la modalità operativa: pertanto il donatore dovrà attendere comunicazione da parte dalla propria Avis.

Ne avevamo parlato anche in questo articolo.

Fonte: Regione Lombardia ed Eco di Bergamo

Adelmo Danieli

Sono l'autore di AVIS Ostiano