Virus e infezioni durante la donazione

L’ematologo: “Rischio virus oggi pari a zero”

di Laura Ghiandoni

Donare sangue per essere più sicuri del proprio stato di salute.  È questa la buona pratica che può coinvolgere nuovi donatori secondo l’ematologo trasfusionista Francesco Ipsenich dell’Ospedale San Camillo Forlanini a Roma: “Oggi che il rischio virus è quasi pari allo zero, e da vent’anni non ci sono più stati casi di contagi legati alle trasfusioni, è il momento di donare senza paura. Anzi, proprio pensando alla propria salute, la donazione è un ottimo metodo per  tenerla sotto controllo”. A proposito degli sviluppi nel sistema sanitario: “Oggi gli esami infettivi sono di una sensibilità estrema; la donazione di sangue è un processo molto semplice per chiunque la voglia effettuare, i vantaggi sono molteplici per chi riceve, ma sono tanti anche per chi lo dona”.

virus
virus al microscopio

L’ematologo ripercorre i passi da compiere durante la giornata in cui si sceglie di donare: “La mattina è necessario assumere una colazione leggera, magari una fetta biscottata con la marmellata, non bisogna mangiare cibo pesante o alimenti contenenti il latte. Quando ci si presenta alla sede ti viene chiesto di compilare un modulo per rispondere alle domande riguardanti stili di vita, viaggi e interventi chirurgici effettuati recentemente.Viene eseguita una piccola puntura al dito per misurare l’emoglobina, e controllare se sei idoneo alla donazione e i tuoi globuli rossi sono sani”.

Ipsenich racconta: “Il passo successivo è una visita con il medico per un colloquio. Solo dopo puoi donare: ti viene chiesto di accomodarti nella sala e viene raccolta la prima sacca di 450 ml. Il tuo sangue verrà sottoposto gratuitamente alle analisi che ti arriveranno per posta a casa dopo qualche giorno”. L’ematologo a proposito del tipo di misurazioni effettuate durante gli esami di laboratorio spiega:”Il liquido ematico verrà analizzato in tutte le componenti: dai trigliceridi, al colesterolo, ma verrà anche verificata la transaminasi, il ferro e tutto ciò che può servire a comprendere lo stato di salute donatore. Verrà ricercata anche la presenza di virus infettivi di vario tipo. Attraverso le analisi è possibile venire a conoscenza di problemi di salute e, nel caso ci sia una patologia in atto, si è richiamati per un secondo colloquio con il medico”. Se la problematica è risolvibile in un breve lasso di tempo, si potrà tornare a donare nel centro nel periodo successivo alla guarigione”.

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Fonte: http://donatorih24.it/

Adelmo Danieli

Sono responsabile infrastruttura di rete Italia ed IT manager, di una multinazionale Tedesca. Come passione ho il Podismo ed il Ciclismo amatoriale di Gran Fondo su strada. Da sempre impegnato nella sezione AVIS Comunale Ostiano nella quale ho cercato di portare tutto al mia competenza al fine implementare le nuove tecnologie al servizio dei donatori di sangue.